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Vecchia Ferrovia Roma - Fiuggi - Alatri - Frosinone



Immagini dal passato: treno 812 (oggi accantonato in deposito insieme agli altri superstiti del gruppo 810) impegnato nel servizio urbano di Fiuggi negli anni '60.

(© Archivio Audiovisivo FS)


LE ORIGINI

Tutto inizia nel 1907, quando A. Celementi elabora e presenta il progetto per una ferrovia a s.r. Roma - Anticoli (antico nome di Fiuggi) -Frosinone - Isola Liri.

La concessione viene data alla SFV (Società Ferrovie Vicinali) con il RD n°946 del 20/11/1910, con una sovvenzione di lire 4853 per Km. La tratta Frosinone - Isola Liri, però non viene ritenuta utile e per tanto non viene sovvenzionata.

Il 12 luglio del 1916 viene inaugurato il primo tratto da Roma - Genazzano (Km 47+300) con diramazione da San Cesareo a Frascati (Km 15+173), mentre l'anno successivo viene completata fino a Frosinone (6 Maggio 1917 apertura tratto Genazzano - Fiuggi Fonte di Km 30+800, 14 Luglio 1917 tratto Fiuggi Fonte Frosinone Km 30+800; Fiuggi Fonte - Fiuggi città di Km 4+870; Vico - Guarcino di Km 3+428 e Frosinone Stazione SFV - Frosinone Scalo FS di Km 2+808) , questa ferrovia (elettrificata a 1650 V c.c. a s.r. di 950 mm, con una lunghezza d'esercizio di Km 140 circa ed armamento con rotaie da 22,6 Kg/m) costituì per molti anni un importante mezzo di trasporto per gli abitanti delle zone servite dalla ferrovia. Inoltre il servizio tranviario nelle città di Roma, (28 aprile 1927 apertura della diramazione urbana Centocelle - Piazza dei Mirti) Fiuggi (da Fiuggi Fonte a Fiuggi Città) e Frosinone ( tratta Frosinone Madonna della Neve - Frosinone Città attivata il 13 novembre 1926) ,costituiva un primo esempio di integrazione tra servizio urbano e servizio extraurbano, così come le diramazioni da San Cesareo a Frascati e da Vico nel Lazio a Guarcino costruite a servizio di paesi limitrofi alla ferrovia. Il raccordo (triangolo)con la stazione FS di Zagarolo (situato nei pressi della stazione di Zagarolo Paese della ferrovia per Fiuggi) permetteva anche il traffico merci con la rete FS . Dall'analisi del percorso si può intuire che questa ferrovia non fu realizzata per assicurare un rapido collegamento con Frosinone e il Lazio meridionale, ma essenzialmente per togliere dal secolare isolamento numerosi paesi. Nell'idea originaria era prevista anche una diramazione da Frosinone ad Isola Liri (mai realizzata), mentre l'ing. Besenzanica, realizzatore della ferrovia Roma Nord (Roma - Civitacastellana - Viterbo) aperta in quel periodo, si interessò alla linea allo scopo di realizzare un collegamento con il sud Italia tutto a s.r. integrando le linee già esistenti (Roma - Fiuggi - Frosinone e Ferrovia Sangritana ) con altre da costruire appositamente (come un collegamento Sora - S. Donato V.C. - Opi - Pescasseroli attraverso il valico di Forca d'Acero.....bacino d'utenza prossimo allo zero). Il progetto rimase (per fortuna) solo un'idea, mentre la Roma - Fiuggi - Frosinone divenne una realtà.

La concessione per l'esercizio della ferrovia venne affidata alla SFV, Società Ferrovie Vicinali, che però ben presto si trovò in pesante deficit, e fu costretta ad intraprendere le prime economie d'esercizio. Furono chiusi i tratti Fiuggi - Alatri - Frosinone (Luglio 1935) e Vico - Guarcino (nel 1933), mentre sopravvisse, ancora per pochi anni, il servizio tranivario all'interno della città di Frosinone.

La situazione restò immutata ancora per pochi anni: prima, con il cambio di concessionario (dalla SFV alla Stefer, richiesto il 5/6/41 dal Governatorato di Roma) venne riaperto il tratto Fiuggi - Alatri , subito dopo, però lo scoppio della seconda guerra mondiale, con la ferrovia posta in piena Linea Gustav, causò la chiusura del tratto San Cesareo - Frascati seriamente danneggiato dalle truppe tedesche in ritirata verso il nord.


Due cartoline d'epoca ci ricordano com'era il tratto San Cesareo - Frascati: qui vediamo la stazione di Montecompatri nei primi anni d'esercizio(© da cartolina)


Al termine della seconda guerra mondiale, i danni a tale linea furono così ingenti, che la Stefer non ritenne opportuno intraprendere lavori di ripristino, e così il tratto San Cesareo - Frascati venne definitivamente soppresso, così come le tratte Alatri - Frosinone e Vico - Guarcino.

I danni al resto della linea però non furono molto ingenti, tanto che a partire dal 1944 potè essere ripreso il servizio, prima tra Centocelle e Fiuggi (07-7-44) e in seguito su tutta la linea.

Durante gli anni '50 e '60 la ferrovia iniziò a subire la concorrenza agguerrita del trasporto su gomma, pagando sia l'infelice tracciato che non permetteva velocità commerciali elevate sia l'infelice decisone di arretrare la stazione all'altezza di Via Mamiani, demolendo l'originario capolinea di Termini. Del resto gli interventi compiuti dalla Stefer si limitarono alla ricostruzione dei mezzi rotabili e alla sostituzione dell'armamento, trascurando di progettare varianti di tracciato che avrebbero permesso anche di evitare gli attraversamenti urbani di Cave e Fiuggi. Nel frattempo, la mania dei tagli si era ancora abbattuta sulla ferrovia Roma - Alatri, con la soppressione del servizio urbano di Fiuggi (con la scusa che interferiva notevolmente con il traffico cittadino) mentre circolavano voci sempre più minacciose sul futuro della ferrovia. Sopravvissuta più o meno indenne agli anni '60, anni in cui vennero chiuse la gran parte delle ferrovie a s.r. italiane, la Roma - Alatri affrontava gli anni '70 con i problemi di sempre: diminuzione dei passeggeri, drastico calo del traffico merci (ridotte al solo collettame)che porta a partire dal 1976 all'abbandono del tratto per Zagarolo Scalo (da anni disabilitato al traffico passeggeri), precario stato degli impianti e del materiale rotabile. Il riassetto societario che nel 1978 portò la Stefer a confluire, insieme agli altri gestori del trasporto pubblico del Lazio, nella neonata ACoTraL (Azienda Consortile Trasporti Lazio) sembrava essere una buona occasione per rilanciare la ferrovia...e invece i fatti, come sappiamo andarono ben diversamente. Il 1 Maggio del 1978 fu interrotto il tratto Fiuggi-Alatri per eccessiva usura del binario. All'inizio degli anni '80 vennero presentati due progetti per il rilancio della ferrovia. Il primo riguardava il tratto urbano, da trasformare in metropolitana di superficie previo abbandono della diramazione Centocelle-P.zza dei Mirti (il cui percorso completamente in sede stradale in parte interferiva con il traffico cittadino), il secondo prevedeva una radicale ristrutturazione del tratto extraurbano, divisa in vari livelli a seconda dei capitali che si volevano investire e dell'importanza della tratta. Mentre il 1 Maggio del 1982 chiudeva (senza che quasi nessuno se ne accorgesse) la tratta Centocelle-P.zza dei Mirti (che venne rapidamente smantellata, salvo un breve tratto di binario usato come asta di manovra) il resto del progetto non venne mai realizzato.


Ritorno verso P.zza dei Mirti? Nuovo capolinea urbano? Niente di tutto questo....Treno del gruppo 420 (056+421+063) in sosta sull'asta di manovra di P.zza delle Camelie, ultimo tratto superstite della diramazione per P.zza dei Mirti, utilizzata per la giratura dei treni (© Omar Cugini 2000)

Ed eccolo infatti mentre impegna in senso contrario l'asta di manovra per rientrare in deposito, scortato dal manovratore, che oltre a girare lo scambio manuale, assume le funzioni di guardiabarriere, proteggendo in seguito l'attraversamento stradale.
(©Omar Cugini 2000)


Il 4/12/1982 una frana (la prima di una serie)interruppe la linea tra Genazzano e Cave, tagliando di fatto la linea in due. Vengono istituiti autoservizi sostitutivi tra Cave e Genazzano. Intanto, nonostante le voci sempre più insistenti di chiusura, vennero ordinati sei nuovi elettrotreni e vennero iniziati i lavori per il rinnovo dell'armamento tra Acuto e Cave (mai completati), e si provvede a risanare il tratto franato. Il destino della linea è ormai quello della chiusura: il 26 Dicembre 1983 venne interrotta la tratta San Cesareo-Fiuggi (sempre a seguito dell'ennesima frana), seguita il 25 Febbraio 1984 dalla tratta Pantano-San Cesareo, ufficialmente solo in via provvisoria, a causa di un violento nubifragio che spazzò via il binario nei pressi della stazione di Laghetto. In attesa che si risolva il conflitto di competenze su chi spetti ricostruire il binario interrotto il servizio viene limitato provvisoriamente a Pantano B.se (ancora oggi la ferrovia ufficialmente arriva fino a San Cesareo) ma la chiusura in realtà si rivelerà definitiva (salvo che qualcuno al Cotral decida di riaprire il tutto, ma viste come stanno le cose attualmente ciò è molto improbabile)

Sempre in questo periodo(1980)venne realizzata all'interno del parco "La Selva" di Paliano (vicino alla ferrovia Roma - Fiuggi), a cura del GRAF (Gruppo Romano Amici della Ferrovia),una ferrovia turistica con un percorso circolare di circa 4 Km e con mezzi vari a s.r. (tra cui emmine delle FCL), ma anche questa ebbe (purtroppo) vita breve ed effimera a causa di dissidi tra gli organizzatori ed il proprietario del parco (alcune sequenze girate su questa ferrovia sono visibili nel film "Non ci resta che piangere" con M.Troisi e R. Benigni). Alcuni mezzi sono ancora a Paliano in desolante stato di abbandono, altri sono stati portati al sicuro in un terreno privato a nord di Roma insieme ad altri mezzi di proprietà del GRAF in attesa di trovare una situazione migliore (si spera in un museo o magari di nuovo in servizio)


 IL PRESENTE

Gli anni '90 vedono la linea limitata a Pantano ed in condizioni sempre più precarie. Intanto arrivano i fondi per riaprire il tratto extraurbano (lavori mai iniziati), mentre nel 1991 il Cotral rinuncia definitivamente alla concessione del tratto Alatri - Frosinone, chiuso dal lontano 1924 (e qui ogni commento è superfluo), mentre il 24-2-95 viene dichiarato inagibile il tratto Grotte Celoni - Pantano, che verrà definitivamente chiuso il 20/07/96. In seguito il Co.tra.L, attuale concessionario della ferrovia ha rinunciato alla concessione nel tratto San Cesareo - Fiuggi per ottenere il rifinanziamento dei lavori di ammodernamento della linea (L. 910/86) che anzichè nel tratto extraurbano vengono fatti nel solo tratto Grotte Celoni (in seguito Torrenova) - Pantano, primo tratto della futura linea C della metropolitana romana. Il tratto San Cesareo - Fiuggi che è diventato proprietà della regione Lazio che ha deciso di realizzare una (inutile) pista ciclabile nel tratto Fiuggi - Serrone, investendo circa 6 miliardi e distruggendo tutto ciò che era rimasto della ferrovia (armamento, palificazione e segnali). Sembra però che in realtà la concessione del tratto Fiuggi - Serrone sia passata ai comuni che intendevano realizzare una ferrovia turistica....se ciò fosse vero la pista ciclabile diverrebbe un'opera abusiva. Dove non è arrivata la regione a distruggere tutto, in molti comuni ci avevano però già pensato i sindaci dell'epoca (ed anche qualcuno attuale) a distruggere la ferrovia: stazioni trasformate in parcheggi (vedi Genazzano e Cave) e binari rimossi per allargare la sede stradale...senza contare che anche il Cotral ha contributo alla distruzione trasformando il piazzale della stazione di Fiuggi in un parcheggio per autobus. In stato migliore sono le varie stazioni della ferrovia: a parte qualche raro caso sono tutte ben conservate ed adibite ad abitazione, specie nel tratto Pantano - San Cesareo (dove è abitata la sola stazione di Colonna). Generalmente all'interno della stazione sono ancora presenti sia i binari che la palificazione, mentre i segnali di protezione sono stati quasi tutti rimossi. Sopravvive un segnale ad ala nei pressi della stazione di Laghetto. La stazione di Colonna è abitata e non è visitabile senza l'auotrizzazione del Cotral, necessaria anche per scattare fotografie (nelle altre stazioni disabitate non ci sono problemi). Tra l'altro l'interno della stazione è stato trasformato in un rigoglioso orto dall'attuale occupante della stazione. Si può visitare la stazione di Laghetto, recintata ma non attualmente abitata, dove sono ancora presenti i tre binari, anche se ricoperti dalla vegetazione.


Stazione di Laghetto, vista lato Fiuggi. Nascosti tra le erbacce sono ancora presenti i tre binari di cui era munita la stazione
(26-12-99 ©Omar Cugini)


In corso di distruzione il piazzale della stazione di San Cesareo: i binari sono stati rimossi o coperti di terra, mentre il lato del piazzale in uscita dalla stazione lato Fiuggi è in corso di asfaltatura ad opera del comune. Curioso il fatto che uno dei meccanismi (manuali) dei deviatoi di San Cesareo lato Roma è ancora funzionante nonostante siano più di 10 anni che il servizio sulla ferrovia sia sospeso.Ormai quasi completamente distrutto è anche il raccordo (in realtà era un triangolo) che un tempo collegava la Roma - Fiuggi con la stazione FS di Zagarolo (linea Roma - Cassino): anche qui l'area ferroviaria è stata trasformata in un parcheggio a servizio della vicina stazione FS, il vecchio edificio della stazione (Zagarolo Scalo, disabilitata al servizio passeggeri già diversi anni prima della chiusura della linea) però è ancora visibile e in discrete condizioni. Scomparsa ogni traccia di binario (salvo all'interno dello scalo merci di Zagarolo) e di palificazione (salvo un palo su di un lato del triangolo, nei pressi del casello, abitato e in buone condizioni) anche sulla strada per Palestrina: al posto del binario ora c'è un marciapiede pedonale. Della stazione di Palestrina rimangono gli edifici (FV , magazzino merci e SSE) ma sul piazzale non c'è alcuna traccia di armamento e palificazione.


Stazione di Palestrina: se non fosse per gli edifici e la scritta nulla farebbe pensare che qui un tempo esisteva una ferrovia...tutto asfaltato. L'edificio a fianco della macchina è la SSE, ancora munita di raddrizzatori al mercurio. La direzione Roma è guardando dritti davanti.....al muso della macchina (non è pubblicità occulta alla FIAT, è che così l'avevamo sempre sotto'occhio.......© Omar Cugini 2000)


Fino al confine del territorio comunale di San Cesareo l'armamento è stato totalmente rimosso per allargare la sede stradale. Ricompare, insieme alla palificazione nel comune di Zagarolo, poco prima della stazione, che curiosamente è posta perpendicolare alla via Prenestina, per accedervi la ferrovia descrive una curva di quasi 180°. Sono ancora presenti i segnali di protezione di questa stazione.

Incerto appare anche il destino del tratto Pantano - San Cesareo: si era parlato di un prolungamento della linea C (dato che il Cotral ha ancora la concessione) ma al momento questo progetto sembra essere stato abbandonato, sebbene il nuovo viadotto costruito nei pressi della stazione di Pantano B. se lascia aperta la possibilità di proseguire fino a San Cesareo. Proseguono anche se a rilento invece i lavori nel tratto urbano che dovrebbero trasformare la ferrovia nel primo tratto della nuova linea C della metropolitana di Roma. A tal fine dal 1996 l'esercizio è sospeso nel tratto Grotte Celoni (ora da Torrenova) - Pantano, per i lavori di ammodernamento della linea. É regolarmente in esercizio il tratto Roma Laziali - Torrenova.


 

Stazione di San Cesareo vista in direzione Roma. La concessione Cotral termina prima del FV, oltre il terreno è diventato del comune di San Cesareo che sta provvedendo ad asfaltare il piazzale per realizzarci un parcheggio. L'edificio sulla destra era la Sottostazione Elettrica. (© P. D'Adderio 2000)

 


IL FUTURO

La ferrovia è destinata a trasformarsi nella nuova linea C della metropolitana di Roma almeno nel tratto Pantano - Centocelle, anche se non è chiaro il destino del restante tratto Roma Laziali - Centocelle che probabilmente sarà mantenuto in esercizio (il percorso della linea C infatti da Centocelle non segue più la linea ferroviaria). Per il tratto extraurbano lo scempio è già in atto: alla regione hanno stabilito che una pista ciclabile è meglio di una ferrovia e così hanno iniziato a demolire tutto (tranne i F.V. che sono vincolati). Dove non è ancora arrivata la regione Lazio ci hanno già pensato i vari comuni situati lungo il percorso della ferrovia che hanno trasformato i piazzali delle stazioni in parcheggi e fatto rimuovere (od asfaltare) i binari nelle strade cittadine al fine di rendere più scorrevole il traffico (perchè secondo loro è meglio una puzzolente corriera ad un treno....). Il progetto originale della metro C prevedeva di arrivare fino a San Cesareo sfruttando gli impianti della vecchia ferrovia (dato che il Cotral è ancora titolare della concessione fino a San Cesareo) ma per il momento il progetto è rimandato a tempi migliori. Con un pò di buona volontà si potrebbe riaprire il tratto da San Cesareo a Zagarolo Scalo che risulta essere quello in condizioni migliori, utilizzando anche la trazione diesel (in Sicilia, nel DL di Castelvetrano, esistono ancora le RALn60 della soppressa rete FS a scartamento ridotto che andrebbero benissimo)


Altre due immagini cariche di nostalgia: stazione di Guarcino negli anni '20. Capolinea della breve diramazione Vico - Guarcino, questa linea venne chiusa nel 1933 a causa delle prime economie d'esercizio (© da cartolina)


 

La linea al giorno d'oggi:ETR823 Firema in arrivo alla stazione di Torrenova, attuale capolinea a causa dei lavori. 


Elettromotrice 434, in transito lungo Via Casilina, mentre rimorchia in deposito un convoglio guasto (© Giovanni Giglio 1999 )


 COSA VEDERE

Per gli appassionati di ferrovie e per il visitatore occasionale la Roma-Fiuggi riserva ancora diverse cose da vedere. Intanto nei pressi di Porta Maggiore sono presenti due semafori manuali a forma di cubo (sono due cabine sormontate da cubi) che regolavano le precedenze tra i mezzi della Roma - Alatri e quelli ATAC del servizio tranviario urbano (vedi foto).

Caratteristiche tutte le stazioni (quella di Centocelle è adibita a deposito, mentre quelle da Grotte Celoni a Pantano sono chiuse per i lavori). Nei pressi di Laghetto, nel tratto ormai chiuso sulla Via Casilina, è ancora visibile uno dei pochi segnali ad ala superstiti. La stazione di San Cesareo è ancora esistente e completa di palificazione. Il piazzale interno è stato però parzialmente demolito anche se i deviatoi manuali sono ancora funzionanti. Lasciata la SS6 Via Casilina nei pressi del bivio per Zagarolo si possono ancora trovare tracce del raccordo che collegava la ferrovia alla stazione di FS di Zagarolo, mentre molte stazioni (come quella di Palestrina) sono ormai in pieno degrado. In via di restauro dovrebbero essere quelle sul tracciato della pista ciclabile, che però distruggerà completamente qualsiasi traccia dell'armamento superstite. Da vedere è anche la stazione di Fiuggi Fonte con la sua caratteristica architettura. É ben conservata anche se nel piazzale interno è stato ricavato un parcheggio per le corriere (anche quelle del servizio urbano di Fiuggi affidato al Cotral).


Stazione di Colonna: notare come il piazzale sia stato trasformato in rigoglioso orto dall'attuale abitante della stazione (©P. D'Adderio 2000)


 Da Fiuggi ad Alatri le tracce sono ben poche: il binario è stato rimosso per allargare la sede stradale, mentre alcune stazioni, sebbene esistenti non hanno più nessuna traccia di binari, come ad esempio la stazione di Alatri, ora sede dei vigili urbani. Da Alatri a Frosinone non esistono praticamente tracce, continuando a seguire però la SS155 si può vedere, all'altezza della chiesa della Madonna della Neve, a Frosinone, una delle stazioni del tratto urbano di Frosinone, ora adibita ad uffici comunali. Arrivati in P.le Kambo, proprio di fronte alla stazione FS è ancora visibile la stazione di Frosinone Scalo,utilizzata già come biglietteria per le corriere del Cotral, con relativo magazzino merci. All'interno del piazzale però invece dei treni si trova il parcheggio delle corriere del Cotral.


I lavori per l'inutile pista ciclabile hanno cancellato ogni traccia di binario nella stazione di Acuto (É P. D'Adderio 2000)


Inoltre tutte le zone attraversate dalla ferrovia sono molto belle da vedere e hanno una forte vocazione turistica....e infatti la pista ciclabile corre nella parte di tracciato più paesaggistica (la parte montana) che ben si prestava ad un recupero per effettuare treni turistici.Tra tutte Fiuggi, dove proprio di fronte alla vecchia stazione si trova l'ingresso delle rinomate terme.

P.le Labicano (© Omar Cugini 2000)

 

 
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